Ciao a tutti, come state?
Oggi vi vorrei parlare di un libro scoperto grazie ad un film. Il suo nome è Educazione Siberiana.
Incuriosita dalla recensioni molto positive che leggevo, decisi di guardare il film. Rimasi incantata dal ritmo lento quanto incalzante e dalla sua profondità di base. Impari a conoscere una nuova cultura: I SIBERIANI.
Incuriosita dalla mia insana passione per i libri scoprii che esistevano 5 libri. La mia biblioteca di fiducia ce li aveva tutti.
Ora voglio fare una premessa molto importante per capire tutto il contesto in cui sono ambientati i libri.
In Transilvania vivono ormai da anni i Siberiani, un clan criminale in cui usi e tradizioni sono molto precisi, in cui esiste il concetto di "criminale onesto", tutte questo conoscenze vengono trasmesse di generazione in generazione tempo immemore ormai.
Tantissime sono le tradizioni che vengono tramandate e tutte sono atte ad unire una comunità e la famiglia.
Procediamo per grandi punti:
- L'EDUCAZIONE ALLE ARMI: Ogni famiglia possiede molte armi, ma non possono essere utilizzate in casa. Ogni arma da fuoco deve essere riposta nell'angolo rosso della casa e sopra ogni arma deve esserci un crocifisso, che può essere rimosso solo da colui che lo ha messo. Molto interessante è la catalogazione delle armi da fuoco che fa questo clan.
- TEMA DELLA MORTE: La morte è un tema molto presente e costante. Si può collegare al tema dell'omicidio.
Citazione pag 20
"Nella comunità siberiana si impara ad uccidere da piccoli. La nostra filosofia di vita ha un rapporto stretto con la morte, ai bambini viene insegnato che il rischio e la morte sono cose legate all'esistenza, e quindi togliere la vita a qualcuno o morire è normale, se c'è un motivo valido. "
- "LA PICCA": La prima arma che un bambino può ricevere da un "nonno", è la tradizionale arma di un siberiano. Per far capire l'importanza di questa arma c'è una frase a pagina 28 "una picca non si può comprare e avere per propria volontà, si deve meritare". Le parole da pagina 28 a 30 sono una parte da leggere con grande attenzione.
- L'ABBIGLIAMENTO: Viene condizionato anche il modo di vestire. Non era permesso entrare in contatto con la cultura americana, così si vestivano molto umilmente. Un accessorio molto importante è il cappello, di diverso tipo e indossabile, il cappello tipico è il cappello d otto triangoli.
- CONFRONTO TRA LE GENERAZIONI: Il rapporto tra bambino e vecchio è molto importante. "nonno" è chiamato colui che da criminale attivo è andato in "pensione", veniva mantenuto dalla comunità in cambio di un prezioso aiuto nell'educazione dei bambini della comunità.
- TATUAGGI: essere un tatuatore nella tradizione siberiana era una professione rischiosa quanto prestigiosa. Nel regine Comunista era vietato fare tatuaggi. Gli antenati dei primi siberiani furono i primi a tramandare la tradizione del tatuaggio con codici e significati precisi. Con il tempo anche altre comunità criminali hanno adottato questa tradizione con significati e codici diversi in base alla comunità di appartenenza. La tecinca usata dai siberiani per fare i tatuaggi e quella tradizionale, cioè "a mano". I tatuaggi fatti con la macchinetta non sono ritenuti degni. Ora sta a voi scoprire tutto il percorso che deve fare un ragazzo siberiano.
- MODI DI SCRIVERE: nella tradizione siberiana anche scrivere una lettera aveva uno suo codice e un suo modo. Esistevano tre tipi di lettere da quella più importante a quella meno e veniva consegnate attraverso i membri della della comunità minorile in cambio di soldi e doni.
- I "VOLUTI DA DIO": Nella cultura siberiana il disabile è considerato un "Voluto da Dio". I siberiani si prendevano cura di queste persone e le proteggevano da eventuali pericoli a cui potevano incappare.
Nota divertente è a pagina 108
" Tra i compiti che avevamo c'era anche quello di cercare di organizzaci in maniera decente per portare avanti il glorioso nome del nostro quartiere: in parole semplici, dovevamo essere capaci di seminare il caos tra i minorenni degli altri quartieri. "
Questo pezzo mi ha fatto molto ridere per la pungete ironia che esprime in poche righe.
Di solito presento i personaggi di un libro\film, con questo non lo voglio fare perché sono tutti da scoprire e amare personalmente. Voglio solo dire cosa ne penso del personaggio principale cioè Nicolai "Kolima". Educato e cresciuto a Fiume Basso il giovane Kolima (il soprannome) svolge tutte quelle attività che concernono un ragazzo della sua età. Lo trovo un personaggio molto vero, genuino e abile a sopravvivere nella difficile vita che conduceva a Fiume Basso. Le bande di criminali di ogni nazione volevano avere il controllo sul territorio, ma poche osavano attaccare uno di loro. C'è un episodio che mi ha colpito ed è l'esempio calzante dell'unione nell'aiutare gli amici: Lyeza, un loro amico, tornando dal mercato settimanale a Tiraspol da solo era stato aggredito, così i ragazzi di Fiume Basso hanno organizzato una piccola imboscata ai tipi che lo avevano aggredito ed era scoppiata una rissa. Naturalmente i siberiani ne sono usciti vincitori e malconci, ma la polizia li ha beccati. Non vi dico come va a finire la storia però questo è un esempio di storie che si raccontano.
Note sull'autore:
Questi libri sono autobiografici, cioè raccontano la vita dell'autore, Nicolai Lilin. Stimo moltissimo questo autore, per il modo di scrivere e raccontare con tale chiarezza eventi della sua vita accaduti molto anni prima. Sembra che l'educazione ricevuta lo abbia profondamente condizionato nel modo di vivere e nel modo di pensare, anche se non si sente più parte della comunità in cui ha vissuto fino all'adolescenza. Mi colpisce della sua scrittura la sua capacità di captatere la sensazioni altrui e di riuscire a far percepire anche le proprie in maniera analoga. Dal tono e dal modo in cui scrive si percepisce una genuina spontaneità nella visione del suo mondo di ragazzo. Nella comunità siberiana si deve crescere in fretta per sopravvivere alla difficile vita che fin da minorenni i ragazzi dovevano sostenere, era una vita dura e piena d'avventura, piena d'imprevisti, dove l'improvvisazione a volte ti poteva salvare la vita. La vita era precaria ed è questo il motivo per cui vivevano ogni istante al 100 % perché dietro ogni angolo ci poteva essere un nemico che ti poteva arrivare alle spalle e uccidere. Dopo 3 libri letteralmente divorati ancora ribadisco la difficile vita che ha avuto l'autore, ma la descrive in un modo realistico, guasi crudelmente.
Considerazioni:
Questo è un libro che dovevo leggere e conoscere prima, mi affascina molto in cui ci fa conoscere gli usi e costumi siberiani in tutti gli aspetti della vita. Fin dalla prime pagine sono rimasta colpita dalla bravura e dalla chiarezza nella descrizione di qualcosa di nuovo per me. Continuando con la lettura ho capito che se non ci fosse stata quella descrizione dettagliata non si sarebbe capito nulla di tutte le vicende del libro.
Guerra: il secondo libro è dedicato alla sua esperienza di guerra. Obbligato ad arruolarsi per adempiere il suo dovere di giovane di fare la leva obbligatoria il giovane Kolima viene assegnato al reparto più malfamato dell'intero esercito: i Sabotatori. I sabotatori erano coloro che ripulivano il campo di battaglia dopo una battaglia, facevano da supporto ad altri reparti dell'esercito per azioni combinate e facevano irruzione nel territorio nemico per recuperare importanti informazioni o semplicemente esplorare. Molto diretta e sincera è la sua narrazione nel descrivere gli orrori della guerra, si vede un Kolima che impara a sopravvivere in guerra. Una persona che ho amato è il Capitano Noscov un uomo con grande coraggio e una dote strategica altissima.
Ritorno a casa: Note sono le storie di uomini tornati dalla guerra affetti da stress post traumatico, esso non ha risparmiato nemmeno il giovane kolima che passa dall'apatia più assoluta alla furia suicida e omicida.
pag 204 "il respiro nel buio":
"Potevamo farci venire tutti i dubbi del mondo, ma loro ci avevano offerto esattamente quello di cui avevamo bisogno: altro che sentirsi evitati dalla società intera... eravamo dei privilegiati, scheletri per le nostre specialità, eravamo di nuovo vivi! E soprattutto, ora, alla guerra che avevamo dentro potevamo trovare un senso."
Ora non sto ad elencare i sintomi di questa malattia psicologica che colpisce chi torna dalla guerra, ma voglio ribadire la chiarezza e la freddezza con cui descrive questi stati d'animo controversi. Arriva all'anima, ti tocca dentro, è una sofferenza che non augurerei a nessuno tutto quello che lui ha passato nei primi mesi dal ritorno a casa. La sua salvezza sarà l'educazione che fin da bambino che lo ha sempre mantenuto cosciente e consapevole. Per coloro che superano i primi momenti di grande sofferenza lì' ormai veterano kolima riesce a trovare un lavoro grazie agli agganci che aveva coltivato grazie ai 2 anni di guerra. Questo lavoro tutto particolare lo porterà ad affrontare situazioni rischiosissime e tante incertezze, ma lui le affronta con grande coraggio e astuzia. Ancora mi affascina e mi colpisce il suo modo di scrivere e la freddezza con cui riesce a scrivere e a trasmettere la proprie emozioni e soprattutto paure. Verso la fine del libri si evolve un tema che per tanto tempo non era stato considerato: l'amore.
Conclusioni:
Divoratevi questi libri perché sono belli, raccontano la storia di una vita vera e si scopre una nuova cultura ormai morta.
Non sempre si condivide il modo di pensare e agire di queste persone, ma si ammira il modo in cui credono che sia giusto tutto quello che riguarda la loro cultura. Il mio sgurdo riguardo al primo libro era affascinato e lo è tuttora scoprendo anche il significato dei tatuaggi (a cui dedica il quarto volume interamente).
Vi lascio con la curiosità di scoprire gli altri libri.
Un bacio
black
- TATUAGGI: essere un tatuatore nella tradizione siberiana era una professione rischiosa quanto prestigiosa. Nel regine Comunista era vietato fare tatuaggi. Gli antenati dei primi siberiani furono i primi a tramandare la tradizione del tatuaggio con codici e significati precisi. Con il tempo anche altre comunità criminali hanno adottato questa tradizione con significati e codici diversi in base alla comunità di appartenenza. La tecinca usata dai siberiani per fare i tatuaggi e quella tradizionale, cioè "a mano". I tatuaggi fatti con la macchinetta non sono ritenuti degni. Ora sta a voi scoprire tutto il percorso che deve fare un ragazzo siberiano.
- MODI DI SCRIVERE: nella tradizione siberiana anche scrivere una lettera aveva uno suo codice e un suo modo. Esistevano tre tipi di lettere da quella più importante a quella meno e veniva consegnate attraverso i membri della della comunità minorile in cambio di soldi e doni.
- I "VOLUTI DA DIO": Nella cultura siberiana il disabile è considerato un "Voluto da Dio". I siberiani si prendevano cura di queste persone e le proteggevano da eventuali pericoli a cui potevano incappare.
Nota divertente è a pagina 108
" Tra i compiti che avevamo c'era anche quello di cercare di organizzaci in maniera decente per portare avanti il glorioso nome del nostro quartiere: in parole semplici, dovevamo essere capaci di seminare il caos tra i minorenni degli altri quartieri. "
Questo pezzo mi ha fatto molto ridere per la pungete ironia che esprime in poche righe.
Di solito presento i personaggi di un libro\film, con questo non lo voglio fare perché sono tutti da scoprire e amare personalmente. Voglio solo dire cosa ne penso del personaggio principale cioè Nicolai "Kolima". Educato e cresciuto a Fiume Basso il giovane Kolima (il soprannome) svolge tutte quelle attività che concernono un ragazzo della sua età. Lo trovo un personaggio molto vero, genuino e abile a sopravvivere nella difficile vita che conduceva a Fiume Basso. Le bande di criminali di ogni nazione volevano avere il controllo sul territorio, ma poche osavano attaccare uno di loro. C'è un episodio che mi ha colpito ed è l'esempio calzante dell'unione nell'aiutare gli amici: Lyeza, un loro amico, tornando dal mercato settimanale a Tiraspol da solo era stato aggredito, così i ragazzi di Fiume Basso hanno organizzato una piccola imboscata ai tipi che lo avevano aggredito ed era scoppiata una rissa. Naturalmente i siberiani ne sono usciti vincitori e malconci, ma la polizia li ha beccati. Non vi dico come va a finire la storia però questo è un esempio di storie che si raccontano.
Note sull'autore:
Questi libri sono autobiografici, cioè raccontano la vita dell'autore, Nicolai Lilin. Stimo moltissimo questo autore, per il modo di scrivere e raccontare con tale chiarezza eventi della sua vita accaduti molto anni prima. Sembra che l'educazione ricevuta lo abbia profondamente condizionato nel modo di vivere e nel modo di pensare, anche se non si sente più parte della comunità in cui ha vissuto fino all'adolescenza. Mi colpisce della sua scrittura la sua capacità di captatere la sensazioni altrui e di riuscire a far percepire anche le proprie in maniera analoga. Dal tono e dal modo in cui scrive si percepisce una genuina spontaneità nella visione del suo mondo di ragazzo. Nella comunità siberiana si deve crescere in fretta per sopravvivere alla difficile vita che fin da minorenni i ragazzi dovevano sostenere, era una vita dura e piena d'avventura, piena d'imprevisti, dove l'improvvisazione a volte ti poteva salvare la vita. La vita era precaria ed è questo il motivo per cui vivevano ogni istante al 100 % perché dietro ogni angolo ci poteva essere un nemico che ti poteva arrivare alle spalle e uccidere. Dopo 3 libri letteralmente divorati ancora ribadisco la difficile vita che ha avuto l'autore, ma la descrive in un modo realistico, guasi crudelmente.
Considerazioni:
Questo è un libro che dovevo leggere e conoscere prima, mi affascina molto in cui ci fa conoscere gli usi e costumi siberiani in tutti gli aspetti della vita. Fin dalla prime pagine sono rimasta colpita dalla bravura e dalla chiarezza nella descrizione di qualcosa di nuovo per me. Continuando con la lettura ho capito che se non ci fosse stata quella descrizione dettagliata non si sarebbe capito nulla di tutte le vicende del libro.
Guerra: il secondo libro è dedicato alla sua esperienza di guerra. Obbligato ad arruolarsi per adempiere il suo dovere di giovane di fare la leva obbligatoria il giovane Kolima viene assegnato al reparto più malfamato dell'intero esercito: i Sabotatori. I sabotatori erano coloro che ripulivano il campo di battaglia dopo una battaglia, facevano da supporto ad altri reparti dell'esercito per azioni combinate e facevano irruzione nel territorio nemico per recuperare importanti informazioni o semplicemente esplorare. Molto diretta e sincera è la sua narrazione nel descrivere gli orrori della guerra, si vede un Kolima che impara a sopravvivere in guerra. Una persona che ho amato è il Capitano Noscov un uomo con grande coraggio e una dote strategica altissima.
Ritorno a casa: Note sono le storie di uomini tornati dalla guerra affetti da stress post traumatico, esso non ha risparmiato nemmeno il giovane kolima che passa dall'apatia più assoluta alla furia suicida e omicida.
pag 204 "il respiro nel buio":
"Potevamo farci venire tutti i dubbi del mondo, ma loro ci avevano offerto esattamente quello di cui avevamo bisogno: altro che sentirsi evitati dalla società intera... eravamo dei privilegiati, scheletri per le nostre specialità, eravamo di nuovo vivi! E soprattutto, ora, alla guerra che avevamo dentro potevamo trovare un senso."
Ora non sto ad elencare i sintomi di questa malattia psicologica che colpisce chi torna dalla guerra, ma voglio ribadire la chiarezza e la freddezza con cui descrive questi stati d'animo controversi. Arriva all'anima, ti tocca dentro, è una sofferenza che non augurerei a nessuno tutto quello che lui ha passato nei primi mesi dal ritorno a casa. La sua salvezza sarà l'educazione che fin da bambino che lo ha sempre mantenuto cosciente e consapevole. Per coloro che superano i primi momenti di grande sofferenza lì' ormai veterano kolima riesce a trovare un lavoro grazie agli agganci che aveva coltivato grazie ai 2 anni di guerra. Questo lavoro tutto particolare lo porterà ad affrontare situazioni rischiosissime e tante incertezze, ma lui le affronta con grande coraggio e astuzia. Ancora mi affascina e mi colpisce il suo modo di scrivere e la freddezza con cui riesce a scrivere e a trasmettere la proprie emozioni e soprattutto paure. Verso la fine del libri si evolve un tema che per tanto tempo non era stato considerato: l'amore.
Conclusioni:
Divoratevi questi libri perché sono belli, raccontano la storia di una vita vera e si scopre una nuova cultura ormai morta.
Non sempre si condivide il modo di pensare e agire di queste persone, ma si ammira il modo in cui credono che sia giusto tutto quello che riguarda la loro cultura. Il mio sgurdo riguardo al primo libro era affascinato e lo è tuttora scoprendo anche il significato dei tatuaggi (a cui dedica il quarto volume interamente).
Vi lascio con la curiosità di scoprire gli altri libri.
Un bacio
black
Bellissima recensione. Ho appena finito il primo, a questo punto sono ancora più incuriosito nei confronti degli altri.
RispondiEliminaSono contenta che ti sia sia piaciuta questa recensione molto poco professionale, ma spinta da una passione per la lettura di questi libri che mi ha preso moltissimo!
EliminaUn saluto
Black