Molti
anni prima
Quando
si è bambini, il nuoto è uno sport molto praticato, ma il mio è un caso strano.
Come ogni bambina ho cominciato ad andare a nuoto per volare dei miei genitori.
Un
giorno di fine estate
“Bea
vuoi andare a nuoto quest’inverno?” mi chiese mia mamma, Patrizia
“si
mamma non vedo l’ora” dissi eccitata
La
settimana successiva andammo alla piscina comunale di Riccione, poiché le
iscrizioni si erano appena aperte e ancora le scuole non erano cominciate. Consegnammo
tutti i documenti necessari,
compilammo
il modulo e mi iscrissi al corso. La segretaria mi disse:
“si
comincia la prossima settimana, il corso è dalle sedici alle diciassette e sono
obbligatori costume intero, cuffia e ciabatte” professionalmente
“ok!
Grazie mille” disse mia mamma
Ci
dirigemmo alla macchina e andammo subito a comprare tutto il necessario il
costume, la cuffia, e gli occhialini. Pochi giorni dopo iniziò la scuola, il
corso di nuoto e l’eccitazione aumentò con l’avvicinarsi dell’inizio.
Quando
finalmente il giorno arrivò la mamma mi disse “sei pronta bea? È ora di andare ”.
La
prima lezione mi colpì perché trovai una bella affinità con l’acqua e alla fine
scoprii di amarla, anche se sapevo a mala pena a stare a galla. Un mese passò e
imparai a stare a galla e i primi rudimenti. L’istruttore si chiamava Andrea. Passò
un anno e imparai molto, Andrea m’insegno molto e la sua passione mi fece
imparare in fretta. Il secondo anno rifeci lo stesso corso ed ebbi di nuovo la fortuna
di riavere Andrea. Ebbi la fortuna di avere sempre lo stesso istruttore di nuoto
per tutti i sei anni in cui feci il corso e feci anche grandi progressi. Alla
fine del sesto anno Andrea mi propose di entrare al pre - agonistico così da
cominciare l’allenamento per gareggiare.
“il
prossimo anno cominci il pre – agonistico, se decidi di continuare, che ne
dici??”mi disse Andrea visibilmente emozionato
In
quel momento il mio cuore mi diceva continua perchè io amavo quello sport, ma
avevo dei dubbi, quello che sceglievo andava a discapito del mio futuro.
“ci
penso”dissi con il nodo alla gola, sapendo che potevo ferirlo.
In
macchina ne cominciai a parlare con la mia mamma.
“allora
che cose vuoi fare?”mi disse la mamma con aria interrogativa perchè non gli
avevo mai detto niente della passione che avevo per quello sport. Nonostante
tutto gli dissi:
“non
lo so, mamma, sarà impegnativo e non so se continuare”
“dai
sta sera ne parliamo, ma intanto pensaci”disse mia mamma confortandomi e
accarezzandomi
“ok,
mamma” risposi mogia
Durante
il weekend ci pensai e continuai a parlarne con i miei genitori. Quando mi
accompagnò a scuola la mattina del lunedì, gli dissi alla mamma:
“mamma
voglio provare qualcos'altro” con convinzione
“va
bene, ma Andrea come reagirà?”disse in tono interrogativo
“sarà
deluso, penso” dissi amareggiata
Quando
arrivò l’ultima lezione, gli comunicai la notizia che volevo lasciare, lui ci
rimase male perché in me vedeva molto talento, ma non chiese le motivazioni di
quella decisione.
spero vi piaccia
un bacio
black
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