Ecco la prima prima parte del racconto (spero che vi piaccia):
Era
arrivato il giorno della finale, ero tesa perchè era già straordinario che
fossi arrivata fino a quel punto e ora me la giocavo tutta e dovevo dare tutto
quello che avevo per vincere. Ero in camera di chiamata da mezzora quando
chiamarono la mia gara, i 1500 stile libero. Mi avevano assegnato la prima
corsia perché ero entrata come ultimo tempo disponibile. Marco mi aveva detto
di non strafare, far partire lo scatto verso i mille metri e di cercare di
contenere lo scatto finale della finlandese: Lotte Friis. Inizialmente partii
piano ma mi tenni ad un distacco recuperabile con la mia progressione. Hai 1000
metri cominciai ad aumentare la velocità e anche la frequenza di bracciata, ma
rimasi nascosta fino a 1400 metri, dove partì lo scatto della Friis, ma la mia velocità
era tale che riuscii a tenere bene il suo passo e non mi accorsi di essere in
testa tanto ero concentrata nel tentativo di tenere la mia nuotata fluida. Quando
a metà vasca me ne accorsi aspettai di arrivare a 1450 metri per cominciare a
spingere davvero, dopo la virata aumentai ulteriormente la velocità immaginando
di fare uno dei tanti scatti che ero solita fare in allenamento. Ero
felicissima perché mancavano pochi metri alla realizzazione del mio sogno fin
da bambina: <andare alle olimpiadi>. Con il fiato che mancava, tutto il
corpo dolorante cercai di mantenere la velocità e feci gli ultimi 15 metri senza
respirare e appena toccai la piastra riemersi accontentando il mio corpo che a
gran voce chiamava ossigeno. Guardai il tabellone e rimasi incredula ero prima classificata,
ma fu il tempo a stupirmi, avevo fatto il record del mondo. Mi sentivo
realizzata per il risultato conseguito. Appena vidi Marco e Andrea negli salti
urlai:
“siiiii!”
Sapevo
di esserci riuscita.
Alla
cerimonia di premiazione ero contenta e soddisfatta, pensai che era da quando
avevo cinque anni che volevo arrivare lì, ero davanti alla Friis che tante
volte nei mondiali ed europei mi aveva battuto in quella gara. Nella mia testa
pensai “grazie mille Andrea” e anche alle parole di mio padre quel giorno.
continua la prossima settimana XD
baci
black
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