giovedì, novembre 17, 2016

Recensione Ciclo dell'Eredità Eragon, Eldest, Brisinger e Ineritence

Ciao a tutti. come state?
Oggi vorrei parlare e dare il mio parere sul Ciclo dell'Eredità di Christopher Paolini

Trama:
L'intero ciclo narra le avventure di Eragon, che diventato Cavaliere del Drago dovrà sconfiggere il tiranno che domina l'Alagaësia, Galbatorix.

Personaggi:
Eragon: ci viene presentato con un ragazzino di campagna che con suo zio e il cugino lavorano nella loro fattoria. Solo quando trova una strana pietra azzurra, la sua vita cambierà completamente. Questa pietra si rivela un uovo di Drago, che lo porterà a dover crescere in fretta e a prendersi cura di lui e con lui crescere.
Saphira: drago di Eragon con un carattere spigliato e divertente.
Roran: cugino di Eragon, avrà una storyline che correrà parallela a quella del cugino dal secondo libro in poi.
Garrow: zio di Eragon e padre di Roran.
Arya: principessa elfa bella, potente e intelligente che Eragon salva dalle prigioni del castello di Gil'ead dove era torturata dallo spettro Durza, servo di Galbatorix, di cui Eragon s'innamorerà.
Murtagh: figlio di Morzan il primo e più potente dei Rinnegati. 
Nasuada: è la figlia di Ajihad, il capo dei Varden, un gruppo di ribelli che si è opposto all'Impero di re Galbatorix e lo combatte.
Brom: vecchio cantastorie del villaggio di Eragon. Diventerà il suo primo maestro nel corso del viaggio di Eragon per trovare i ra'zac.
Castigo: drago di Murtagh, il cui uovo si è schiuso solo dopo il rapimento del ragazzo.
Galbatorix: imperatore malvagio di Alagaesia.
Angela: misteriosa erborista che collabora con i Varden
Oromis: ultimo Cavaliere della vecchia generazione sopravvissuto e maestro di Eragon e Saphira.
Gleadr: drago di Oromis

Note sull'autore:
Christopher Paolini quando ha scritto il primo libro era poco più di un adolescente e leggendo il primo libro si vede un ragazzo molto giovane che scrive. Già nel secondo romanzo si nota una certa crescita sia stilistica che personale. Nel terzo romanzo, uscito tre anni dopo, si nota ancora di più e così via nell'ultimo volume. La crescita sia stilistica che personale è come se fosse stata parallela alla crescita personale del personaggio principale, Eragon.  

Considerazioni sul primo libro:
Stilisticamente il primo volume dei romanzi sembra quasi "infantile", ma presenta bene il contesto in cui si svolge l'intera storia. Eragon è ancora un ragazzino giovane che lavora nella fattoria con suo zio Garrow e Roram, suo cugino. L'arte di cacciatore in quei luoghi era molto preziosa perché dava la possibilità di mangiare la carne, molto cara nel paesino di Carvahall nella valle di Palancar.
Le vicende si svolgono in maniera fluida, ma alcune volte confusa. Tutte le avventure sono volte a salvare la vita ad Arya e a trovare i Varden. I Varden sono l'unione di tutti quelli che si oppongono attivamente al potere di Galbatorix. Gli intrighi e le lotte al suo interno saranno una dura sfida per Eragon, poiché Cavigliere del Drago avrà poteri decisionali non comuni per un ragazzo giovane, le disavventure lo porteranno a dover crescere rapidamente. Il primo volume si conclude con la vittoria temporanea dei Varden, che costò la morte del Capo dei Varden; la partenza di Eragon e Saphira per andare dagli elfi per studiare l'arte della magia, del combattimento fondamentale per un Cavagliere.

Considerazioni sul secondo libro:
Nel secondo volume le cose cominciano a farsi difficoltose e la tarma comincia a infittirsi. Qui troviamo un Eragon impegnato nella formazione con i suoi maestri, Oromis e Greadr gli unici sopravvissuti alla strage compiuta da Galbatorix e gli unici con la conoscenza necessaria a segnare a un nuovo Cavagliere dei Draghi. Dalle fatiche dell'addestramento non è esente Saphira che impara l'arte del volo e del combattimento in volo. Ad Ellesmera, capitale del regno degli elfi, lo accompagnano Arya, e Orik(rappresentante dei Nani). Intento Roran deve fare i conti con i danni che i ra'zac hanno fatto al villaggio. Questo secondo libro diviene sempre più interessante perché cominciano a intersecarsi la prospettiva di Roran che compierà un'impresa titanica per salvare il villaggio da morte certa. In questo volume si comincia ad immedesimarsi nei personaggi, ad immaginali durante l'azione e i viaggi da compiere. Piccola curiosità molto diversa dal solito, Roran per combattere sceglie un martello e non la spada.

Considerazioni sul terzo libro:
Il terzo volume è quello che più preferisco dei quattro, pieno di azione di scelte difficili dall'introduzione del punto di vista di Nasuada, divenuta capo dei Varden al posto del padre ucciso, lo rende il migliore dei 4. L'introduzione del punto di vista di Nasuada fa percepire al lettore la situazione difficile in cui si sta vivendo. Nuovi elementi della famiglia di Eranog sono svelati. La parte che più amo di questo libro è quando il fabbro degli elfi gli forgia la sua spada che chiamerà "Brisigher", spada che riflette i colori del suo drago. Si scopre inoltre che i draghi non sono estinti come si pensava.

Considerazioni sul quarto libro:
Ed ecco arrivare ai punti dolenti. In questo volume tutte le storie vanno a concludersi in qualche modo e tutto si concentra sulla preparazione della battaglia finale. Battaglia finale che rimane in sordina e resta anonima, ma la cosa che più mi ha fatto incavolare è stata il duello finale tra Eragon e Galbatorix, troppo semplice, troppo scontato. Galbatorix non può essere ucciso da una cosa così semplice. Altro tasto dolente sono le ultime 100 pagine del libro, si perché il libro non finisce con la sconfitta di Galbatorix, ma continua con le paranoie infinite di e Eragon e i giochi di potere del dopo Galbatorix. Uno dei pezzi che più ho amato sono le ultime frasi dell'ultima pagina, il mio essere masochista mi porta ad amare quel pezzettino (non provate a leggere solo quello si soffre solo se si sanno i trascorsi).

Considerazioni personali:
Sono tante le cose che vorrei dire , ma ho fatto una selezione delle cose che penso.
Punto primo il tema dell'amore che smuove le montagne, si perché in questi libri spessissimo è l'amore che porta i personaggi a reagire alle situazioni anche più difficili. Tra le coppie che più amo c'è quella di Eragon e Arya perché si sviluppa e cresce con l'andare della storia. Tu tifi per loro soffri con loro.
Altro tema molto presente è il sacrificio, moltissime volte per uscire da una situazione difficile alcuni hanno deciso di sacrificarsi e donare la propria vita per far si che si continuasse per quella strada che per quanto difficile è quella giusta.
La cosa che più mi è piaciuta in questi libri è il rapporto che Eragon ha con Saphira. Il rapporto che il Cavaliere ha con il suo Drago, un amore profondo, intenso, intimo. Cavaliere e drago comunicano attraverso la mente e così condividono i sentimenti, le sensazioni e le parole. Possono fondersi come unica cosa, unica mente legate da un filo indistruttibile. Infatti se il Cavaliere muore il drago impazzisce fino a lasciarsi morire, il cavaliere può sopravvivere alla perdita del suo drago, ma è una perdita che mai riuscirà a superare e dimenticare. Questo rapporto sarà l'unica certezza che Eragon saprà di non perdere mai.
Ed ultima cosa il tasto dolente dell'intero ciclo: per 3 libri e mezzo Galbatorix non si vede, né si sente parlare mai, è solo il nemico inarrivabile da sconfiggere, il lettore ha bisogno di "vedere" (cioè immaginare fisicamente il personaggio, immaginarlo nei suoi movimenti, immaginare il tono e il timbro della sua voce) questo ci viene negato ed è irritante. Finalmente quando si arriva allo scontro ci si trova davanti qualcuno che non è come lo si immaginava e rimani delusa quanto spiazzata.

Trasposizione cinematografica:
Un paragrafo a parte io voglio farlo per la trasposizione cinematografica, una sola è la parola che la può descrivere: TERRIFICANTE.
A parte il fatto che tralascia dei pezzi molto importanti, ha dei buchi di trama pesantissimi ed è noioso. Penso basti questo a renderlo già brutto di suo, poi se ci metti che i personaggi non sono minimamente come te li sei immaginati (ricordo l'importanza della correlazione tra personaggio immaginato e personaggio che hai davanti agli occhi). Ci si mette pure il doppiaggio di persone incapaci a trasmettere le emozioni con il solo tono della voce. L'unica cosa "positiva" è stata il Drago fatto ai limiti del decente, ma comunque accettabile.

Conclusioni:
Nonostante tutto quello che di positivo o negativo possa aver scritto consiglio la lettura di questi libri perché sono un prodotto di qualità.

Un bacio

Black

Nessun commento:

Posta un commento

Lettori fissi