domenica, gennaio 18, 2015

Allegiant. La trilogia di Veronica Roth

Ciao a tutti, come state?
come la mia socia vi ha detto io farò la recensione del terzo libro di questa saga per veri masochisti.

Ora parliamo della trama:
La sconvolgente notizia è stata è stata trasmessa, tutte le carte in gioco cambiano e il nuovo governo diventa sempre più opprimente. Una nuova opposizione si crea all'interno della nuova società e sono coloro che vogliono ripristinare le fazioni e ricominciare. Costretti a fuggire dalla città Beatrice e un gruppo di persone scopre cosa c'è oltre alle fattorie dei Pacifici e Quattro scopre che alcune persone care che considerava morte sono vive. Il gran finale vi sorprenderà.

Oltre ai personaggi che la mia socia ha già descritto voglio aggiungere alcuni personaggi che subentrano in questo terzo capitolo

Matthew, giovane scienziato del Dipartimento (leggendo scoprirete cos'è) molto divertente e ottimo scienziato è l'addetto allo sviluppo dei sieri ed è l'assistente di David.

David, capo della divisione scientifica e ideatore del sistema delle fazioni, Non mi dilungo oltre perché potrei fare spoiler immensi.

Nita, un membro d'assistenza del dipartimento che ricoprirà un ruolo rilevante nel macello che succederà durante la narrazione.

Considerazioni personali:
Questo libro è il classico libro che aspetti di averlo per sapere: come andrà a finire? Insurgent mi era piaciuto e anche fino a lì la trama era molto convincente e ti prendeva emotivamente. Con il terzo volume abbiamo una novità gradita, cioè anche Quattro diventa un narratore della storia in contemporanea a Tris e si comincia ad amare un personaggio che è rimasto sempre molto misterioso nei precedenti volumi. Nella prima parte del libro la trama convince anche se l'andamento è lentino e alcune volte noioso, ma ora arrivano gli aspetti negativi.
Nella seconda parte del libro la storia parte alla velocità della luce, un evento dopo l'altro si susseguono e tu non hai il tempo di interiorizzare il tutto. La trama diventa contorta e non è più convincente, ci sono cose non spiegate , ma soprattutto ciò che ti traumatizza e ti rende apatica per vari giorni è il finale. Siamo nel bel mezzo del caos più totale, tutto è precario, e lì succede quello che tu non ti aspetti minimamente, ti sorprende si ma negativamente. Ok aggiungere drammaticità ad una situazione che è già molto critica, ma non poteva fare quello che ha fatto. Il libro non poteva finire peggio di così, rimani amareggiata nel profondo.
Premetto che sono una che si fa viaggi mentali assurdi cercando di immaginare i personaggi e tendo sempre a immaginarmi un mio finale, praticamente faccio viaggiare la fantasia a ruota libra mentre leggo. Inoltre mi sento contrariata quando non c'è il mio finale, il che succede spesso, ma con questo finale sono rimasta spiazzata, contrariata, traumatizzata e arrabbiata contemporaneamente, in un'istante soltanto ho provato queste emozioni tutte insieme. La mattina successiva avevo l'istito criminale di uccidere l'autrice a mani nude per la rabbia e l'amarezza che provavo.
NO VERONICA NON POTEVI FARMI QUESTO.

E qui finisco la mia recensione di un libro che se vorrò rileggere lo farò quando sento che la masochista che è in me vorrà rifarlo e riprovare almeno in parte quell'amarezza che non mi ha abbandonato per giorni  interi.

Consiglio la lettura di questo libro solo a coloro che si vogliono far del male fisico e mentale  contemporaneamente, per chi vuole evitare tutto questo sconsiglio la lettura.

Un bacio
Black


PS per fortuna i cristoni non li ho tirati dai (la socia mi capirà)

Divergent e Insurgent. La trilogia di Veronica Roth

Buonsalve dolci fagottini alla crema. Zia Isa per vostra grande giuoia è tornata!
Okay no... Lasciamo perdere quello scritto sopra.Oggi torniamo con Divergent,la trilogia.



Romanzo scritto da Veronica Roth e visto circolare per la prima volta in America nel maggio 2011 (solo dopo,nel 2012,viene pubblicato in Italia vendendo più di un milione di copie e diventando bestseller.Perché solo nel 2012?!Perché in Italia tutto arriva dopo. Quante serie tv mi toccherà guardare in inglese prima che arrivino in italia...). La nostra dolcissima scrittrice statunitense di 26 anni ha cominciato a scrivere sotto periodo di esami alla Northwestern University dove poi si è laureata il scrittura creativa.
Ambientato in un futuro non ben specificato e definito in cui gli esseri umani hanno posto fine alle guerre dividendosi autonomamente in fazioni,questo romanzo ha suscitato parecchi pareri contrastanti.Per alcuni è il colpo di genio di una scrittrice sadica che ha dato il meglio di se sotto stress,per altri una cosa banale, infantile e tranquillamente tralasciabile, per altri una palese copia (o quasi) della trilogia degli Hunger Games scritta da Susanne Collins...Resta il fatto che di questi tre libri ne sono state vendute più di un milione di copie. Ergo,un motivo per tutto sto successo c'è.





Io tratterò i primi due libri e poi black darà il gran colpo finale parlandovi di Allegiant.



 L'autrice: Non c'è molto da dire sulla nostra cara Veronica (abbiamo già detto tutto prima ma vabbè,pazienza...). Sappiamo già che è una sadica per la maggior parte delle persone che hanno letto la trilogia di Divergent,che ha studiato alla Northwestern University e che si è laureata in scrittura creativa. Ha esordito da giovanissima con la sua storia che ha avuto un successo mondiale e che ha avuto posto fisso nella top ten dei libri più venduti per tre mesi consecutivi...Ora vive a Chicago e cerca altri metodi per distruggere i poveri cuoricini di noi,poveri esseri umani masochisti che leggiamo e ci affezioniamo ai libri mentre li leggiamo. In poche parole?! Fa la scrittrice a tempo pieno.



DIVERGENT:



Divergent la trama: La società distopica in cui vive Beatrice Prior è suddivisa in 5 fazioni, ognuna delle quali è consacrata a una virtù: sapienza, coraggio, amicizia, altruismo e onestà. Beatrice deve scegliere a quale unirsi, con il rischio di rinunciare alla propria famiglia. Prendere una decisione non è facile e il test che dovrebbe indirizzarla verso l'unica strada a lei adatta si rivela inconcludente: in lei non c'è un solo tratto dominante ma addirittura tre! Beatrice è una Divergente, e il suo segreto ,se reso pubblico , le costerebbe la vita.



INSURGENT:



Insurgent la trama: Il secondo libro della nostra saga riprende esattamente da dove era stato "abbandonato" nell'ultimo capitolo del libro precedente. Svilupperà meglio i personaggi e chiarirà parecchie cose del primo libro.

Divergent e Insurgent i protagonisti: 





Beatrice Priot: Funge da voce narrante.Sedici anni,bionda con occhi azzurri,magra e di statura media.Tanto buona quanto impulsiva e solitaria. Insomma,una ragazza carina e con un carattere molto contrastante in cui alcune persone possono riconoscersi. La sua semplicità e la sua timidezza sanno essere decisamente affascinati.



Quattro: Ha diciotto anni, alto, muscoloso, con i capelli corti e neri e gli occhi azzurri, con numerosi tatuaggi... probabilmente una divinità greca in terra. Anche lui ha un carattere parecchio particolare dovuto probabilmente alla sua infanzia che si scoprirà pian piano nel corso dei tre libri. Why quattro?! Don't worry,la nostra cara veronica ci spiegherà tutto in seguito.



Caleb Priot: Fratello maggiore di Beatrice con occhi verdi e capelli scuri. Se dicessi qualcosa sul suo carattere e/o su cosa ne penso sarebbe spoiler quindi meglio evitare.Ha deciso di fare parte degli eruditi e vi assicuro che è il classico personaggio che vi lascerà di stucco molto spesso.




Christina: è la migliore amica di Beatrice. È fisicamente forte e carina, alta e snella. Con la carnagione, gli occhi e i capelli scuri, arriva dalla fazione dei Candidi. 



Questi sono i personaggi che si incontrano più frequentemente leggendo i libri. Sapranno sorprendere,deludere e irritare con molta facilità quindi vi consiglio di leggere con calma e fare delle pause se sentire istinti omicidi/suicidi che si fanno vivi.

Commento di Black:

Nel complesso mi sono piaciuti questi libri perchè avevano un bel ritmo, erano entusiasmanti  dal punto di vista emotivo. Le situazioni di pericolo erano frequenti, ma ben descritte e motivate e anche le sue scelte. Mi hanno fatto restare con il fiato sospeso devo dire. 


sabato, gennaio 03, 2015

Capodanno a Praga

Ciao a tutti come state? 
Aspettando che la ma socia completi i post suoi voglio condividere con voi come ho passato il capodanno. Non è stato il solito capodanno, ma è stato il più strano e particolare che abbia mai vissuto. 
Ma partiamo dall'inizio.
Verso metà novembre mi è stato proposto di andare a Praga a passare un capodanno "alternativo", cioè fatto di preghiera con i monaci della comunità di Taize nella città di Praga. All'inizio dubbiosa se andare a no ho chiesto consiglio al nuovo parroco di Coriano, cioè colui che ci avrebbe accompagnato. La sua risposta mi fece molto ridere quanto riflettere su quello che avevo necessità di provare e sperimentare. Decisi di andarci quando lo incontrai alla Fiera dell'oliva (fiera tipica corianese). Con ansia ho aspettato l'arrivo del giorno della partenza perché sentivo che avevo bisogno di staccare dalla vita per un paio di giorni, dovevo non pensarci più a buttarmi a capofitto in quello che per me è stato un salto nel vuoto.
Il 28 dicembre si parte alle 20 e finalmente partiamo per l'avventura delle avventure. Non sto a descrivere il viaggio di andata, con la durata di 17 ore finalmente arriviamo a Praga stanchissimi. Le varie vicissitudini che ci sono successe  non sto a raccontarle, ma c'entra un foglio giallo XD, La prima preghiera a cui ho assistito è stata quella stessa sera, non sono riuscita a godermela e a provare ad entrare nello spirito giusto, complici le circa 30 ore senza sonno.
Non mi sorpresi che si dovesse dormire sulla nuda terra, ma ero attrezzata e soprattutto pronta.
Il secondo giorno è partito alle 7 e mezza di mattina con colazione con cioccolata calda e pane e marmellata. Durante la preghiera mattutina ho cominciato ad entrare nello spirito giusto che i monaci volevano creare. Ho vissuto quella giornata al 100%  molto serenamente, senza pensare, mettendo in gioco il mio corpo e il mio spirito. Il culmine è stata la preghiera serale, me la sono goduta e l'ho vissuta come una purificazione dai pensieri negativi che ognuno di noi ha dentro di sè. Il secondo giorno è passato nella scoperta e nella sperimentazione del programma che ci aspettava. Il terzo giorno era il 31 dicembre, non è si è discostata molto da quello che erano state le altre, con l'unica differenza che ho avvertito un'atmosfera di festa e spensieratezza che da anni non provavo ero serena e senza pensieri, se non positivi, posso azzardare di dire che ero felice di aver deciso di fare quel passo nel vuoto e di non essere precipitata così a lungo. Invece di andare alla preghiera pomeridiana abbiamo fatto una condivisione molto importante per me perché mi ha sbloccato, ha visto per il momento la mia timidezza estrema, nel condividere quello che è stata la fatica della mia vita fino a quel momento e poi ho scoperto che molti condividevano la mia fatica, in modi diversi però così simili che ho constatato che poi ne valeva la pena faticare per raggiungere quegli obbiettivi, che con tanta fatica hai raggiunto. La festa organizzata nella struttura d'accoglienza che ci ospitava è stata bella, ma ero talmente stanca che me ne sono andata via dopo un'oretta, ma ho trovato nella stanza dove dormivo la tranquillità di scrivere un pensiero a colui che mi aveva caldamente consigliato, rivelando un'informazione di me che molto difficilmente racconto e soprattutto mi soffermo a pensare nel mio quotidiano. Dopo mi sono sentita una persona diversa e liberata da quel peso che sentivo dentro al mio cuore, di primo acchito posso sembrare una persona antipatica e presuntuosa, quella è la mia maschera contro le ingiustizie. Si sono solitaria e taciturna e mi piace la solitudine, ma quando è il momento la mia parte più bella esce e viene scoperta dagli altri.
Gli altri giorni rimanenti sono stati dedicati alla preghiera e alla visita della città.

Il 2 mattina don Daniele Missiroli ci ha fatto un piccolo tour della storia di quel paese il cui tema è Libertà, le lotte che sono state fatte per conquistarla dai giorni nostri fino al tempo della riforma luterana. Ci è stato chiesto di dire una parola su cosa per noi è significato, la mia parola è CREDERE, molto semplicemente, che vuol dire credere nelle proprie idee a tal punto da volerle condividere con altri. Ci vuole un percorso interiore di coltivazione delle proprie idee e convinzioni che pochi hanno dentro di sè e soprattutto pochi hanno la capacità di condividere queste idee queste idee in modo da coinvolgere anche altri. Ci vuole sia l'idea del singolo che il confronto con le persone perché un'idea sia considerata talmente importante da portare all'estremo sacrificio della propria stessa vita.

In definitiva penso che di non essermi divertita così tanto in vita mia, la contagiosa allegria dei 4 preti che ci accompagnavano mi ha conquistata, mi è entrata dentro, mi scaldato il cuore.
Cantare in metropolitana, incitare i pazzi che volevano fare le scale mobili al contrario, portare la nostra allegria per cinque giorni è stata una dell esperienze più belle della mia vita.


Un bacio
Black

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