lunedì, giugno 30, 2014

Le mirabolanti avventure di Max

Ciao a tutti, come state?
Oggi in attesa della conferma della prossima recensione, vi posto un racconto letto da facebook. Si chiama Massimiliano Rossi e qui sono descritte le sue mirabolanti avventure. Ed ecco il racconto:
"Come tutti saprete, io sono un catalizzatore di Random. Ovunque io vada, esistono delle storie da raccontare. Il 7 giugno appena passato, era il compleanno del mio pizzaiolo Salvo: quest'evento, unito a questa mia capacità, ha fatto nascere qualcosa di leggendario. Abbiamo iniziato a festeggiare il 6 e finito ieri sera, di ritorno da una giornata memorabile passata al MOVIELAND.
Vi passo ad illustrare i protagonisti dell'avventura che ci ha visti testimoni nella giornata di ieri.
SALVO: Pizzaiolo di professione, non riesce a maneggiare nulla se non attraverso una pala. Egli è l' additivo che riesce a trasformare un accendino in un detonatore.
ULCI: Il nostro mastodontico caposala. Inflessibile a lavoro, appena indossa gli infradito diventa un parafulmine per denunce da molestia.
ERIK: Il mio Chef. Animo sensibile e sprezzo del pericolo, ai tempi d'oro si guadagnò il soprannome di 'LA TANICA'. Durante l'ultima sbronza, mi strinse la mano.
SUGAR: Nessuno sa come si chiami davvero, vado avanti a soprannomi da che lo conosco. Assistente di Ulci, è l'anima della festa e il motivo per sorridere.
IO: Occhiali tondi da goblin, spada di Minecraft al collo, e bandana da Pirata in testa. Il mio soprannome, in quest'ambiente, è 'Fransis'. Sono famoso perchè La Tanica mi ha stretto la mano.
Lunedì, ore 4.50 del mattino. Dopo una dormita di un'ora e venticinque minuti, tento di stabilire su quale pianeta io sia, rotolando verso la doccia ed incespicando su ogni genere d' ostacolo. Spero che tutti si siano dimenticati che oggi bisogna fare un viaggio di 300 chilometri. Salvo mi manda un messaggio con scritto 'buongiorno principessa'. Ogni mia speranza svanisce piangendo in un mare di fiamme.
Termino ogni mio preparativo alle 5.31, un minuto dopo il nostro appuntamento. Scendo di casa ancora rincoglionito, vedendo la strada deserta. Una prostituta dall'aria assonnata mi fa 'inizi adesso? Mi spiace...' Colgo l'allusione alle mie occhiaie. Probabilmente somiglio a un panda.
Alle 5.39, ricordo che l'appuntamento col pizzaiolo è due incroci più avanti. Rivolgo uno sguardo incazzato al cielo, mentre mi dirigo a passo svelto verso una persona che mi sta aspettando da nove minuti.
Salgo in macchina iniziando con 'scusa Salvo ma pensavo che sotto casa significas-' e venendo seppellito da improperi. Vengo informato sul fatto che mia mamma fa probabilmente lo stesso lavoro della signorina incrociata poco fa. Il tono di voce torna poi a livelli normali.

'Comunque buongiorno, Frensis.'
Posso ricollegare le orecchie al cervello.
'Buongiorno a te, Salvo.'

Si inzia il giro. Tutti i membri della ciurma vengono raggiunti e raccolti. La nostra auto imbocca l'autostrada che il sole sta sorgendo. Salvo alla guida, Erik accanto a lui, gli altri dietro. Probabilmente facciamo salire la 'Densità media della popolazione' solo stando in quell'auto. Faccio per assopirmi, quando un terremoto mi fa partire le otturazioni. Mi guardo intorno smarrito in cerca dei segnali del disastro, ma tutto sembra tranquillo. Il cervello mi invia un avviso d' allarme che recita 'il midollo osseo è destrutturato, e qualcosa ha sfondato i nostri timpani come neanche gli scozzesi col portone di York'.
Ah, già. I subwoofer di Salvo.
'SUBE L' ADRENALINA SUBE SUBE L' ADRENALINA SU-SUBE L' ADRENALINA'
Impreco a denti stretti mentre qui dentro una persona mi chiede dieci euro per la consumazione. Il nostro mezzo di trasporto è diventato in un colpo solo treno, discoteca e probabilmente patibolo. Dio mi guarda tra le nubi alzando le mani come a dire 'no, oh, stavolta io non c'entro niente'. Al primo autogrill, caffè che finisce di risvegliare i nostri sensi. Compro un pacco di patatine piccole, mezzo litro d'acqua e una confezione di Ringo. Penso di aver esagerato quando il resto della truppa scarica l'equivalente di una spesa settimanale di sette persone sul bancone. Madonna, in caso di olocausto nucleare so chi portarmi nel bunker.
Pisciata prepartenza e si riparte. Il soffitto del bagno è così pieno di ragni che riesco a capire Bilbo Baggins quando scoprì che nome dare alla sua spada 'Pungolo'.
Le mie orecchie vengono triturate da tormentoni commerciali presenti, passati e futuri. Ascoltiamo talmente tanta roba che ad oggi ho sviluppato la Pitbullfobia: non posso girare per la stanza senza il terrore che salti fuori dal comodino per chiedermi un duetto.
Dopodichè, Max Pezzali fa il suo ingresso in questo viaggio.
'IOOOO NON CAPISCO CHE GLI FAIII QUANDO ARRIVI IN MEZZO A NOI'
Cantiamo tutti assieme successi vecchi di più di un decennio. Questa canzone ha un retrogusto amaro, anche se ancora non capisco perchè.
'MENTRE TU, GIOCHI E UN POCO PROVOCHI, PERO' MAI ESAGERI, SUL PIU' BELLO VAI VIA SOOOLA E LASCI TUUUUUUUUTTI COSI, A RODERSI PERCHE', HA DATO RETTA A UN ALTRO, NON CAGANDO ME'
MALEDETTE PUTTANE, penso. Incrocio lo sguardo del mio chef, anche lui inebetito in una smorfia di odio e contrizione. Capisco di aver trovato un compagno di FRIENDZONE.
'IL PRINCIIIPIO NATURALE CHE LA REGOLA DELL'AMICO NON SBAGLIA MAAAAAAAAI'
Tre di noi cantano, gli altri due vomitano odio verso il genere femminile, colpevole di aver trovato maschietti troppo ingenui nel suo percorso. Gli 883 tentano di coprire le nostre voci, ormai assonanti in un coro di 'MALEDETTA TROIA, LAPPASCROTI, TERGISPERMA' e chi più ne ha più ne metta.
Mentre la musica continua ad impazzare, Ulci urla 'NO SALVO, PIU' TERRONE, DAI, METTI IL BRACCIO FUORI DALLA PORTA', mentre il volume si alza a volume proibitivi. Siamo una locomotiva di depravazione, disagio e molestie, lanciato a bomba contro l'ingiustizia.  La cosa clamorosa, in questi frangenti, è rimanere imbottigliati nel traffico e pensare che sia una cosa NORMALE nonostante siano non so, le sette e mezzo del mattino.
L'interno dell'auto è un concentrato di afrori devastante, tra scorregge non dichiarate, ascella pezzata e 'finestrino aperto di 2cm' come unica fonte di refrigerio. Si cerca frescura in bottiglie che raggiungono la temperatura lavica nel giro di venti minuti, nelle patatine fritte, nel kitkat che è impossibile tenere in mano perchè il calore forma una patina cioccolatosa uberscivolosa sulla sua superficie. Nonostante io e Sugar, assieme, formiamo la massa corporea di una boccia da pesci rossi, tre ore di viaggio rendono difficoltosa la vicinanza per chiunque.
Il tempo passa, il livello d'ignoranza si stabilizza a livelli 'Visigoto in Doposbronza' e, dopo un viaggio relativamente tranquillo, arriviamo a destinazione. Nel parcheggio veniamo informati del fatto che siamo in ANTICIPO: all'apertura del parco, prevista per le 10 del mattino, manca ancora una mezz'ora abbondante. Veloce cambio di vestiti, infradito generale, boxer ascellare e RUTTO LIBERO.
Il nostro passaggio sprigiona un' aura di ignoranza che si espande per osmosi. Ulci, con camicia spalancata e cappellino antisole con visiera ricurva, sembra il veneto medio dopo la sagra del trattore. Erik, capigliatura ingellata e occhiale con lente blu specchiata, ha appena spaccato botilia per ammazzare familia. A Sugar manca il filtro con la sigaretta per essere la copia di Johnny Depp in 'Paura e Delirio a Las Vegas'. Salvo ha il sottopalla col neon azzurro. Io, tra la bandana e i baffi arricciati, non occorre neanche che mi descriva. Assieme a Sugar, sono l'unico coglione con le scarpe da ginnastica in un giorno dove fanno letteralmente 29 gradi all'ombra.
Dopo il primo figurino di merda, dove scambiamo il punto informazioni per la biglietteria, facciamo il nostro ingresso al MOVIELAND. Sette/otto comparse, vestite secondo varie citazioni da film, ci accolgono sorridendo. Vedere Doc di 'ritorno al futuro' che ti guarda felice ha il suo effetto.
Il parco è semideserto, siamo già elettrizzati per il fatto di poter andare in ogni cazzo di giostra tutte le volte che vogliamo senza fare fila. Si opta inizialmente per il 'Tomb Raider', quello schifo di roba dove ti incollano ad un seggiolino e ti fanno spinnare assieme ad altri 30 disgraziati tramite due gigantesche braccia meccaniche. Dovete sapere che io ho il terrore di 2 cose: le zanzare maschio, e l'idea di precipitare nel vuoto. Non è vertigine vera e propria: sono stato sulla Tour Eiffel e sulla cima di San Pietro senza battere ciglio, è proprio l'idea di sospensione pericolante che mi uccide dentro.
Ci si siede tutti e cinque assieme, l'attrazione inizia e finisce nel giro di trenta secondi scarsi. Nonostante il terrore fosse già sul punto di montare, dico spavaldo 'BEH DAI PENSAVO PEGGIO, ALLORA CI SI VEDE AHAHAHAHA' quando invece era semplicemente mancata la corrente, fermandoci all'inizio del giro. Veniamo invitati a ritornare dopo una decina di minuti, quindi c'è tempo per qualcos'altro: la CASA DEGLI ORRORI.
Salvo, da quel che ho capito, ha paura del buio, quindi fa la cosa davvero MAL VOLENTIERI. Veniamo invitati a procedere 'in fila indiana, con le mani sulle spalle di quello che c'è davanti'. Essendo l'ultimo, vivo costantemente nel terrore che qualche comparsa mi infili un dito nel culo mentre fa buio pesto. Dopo i primi coccoloni, comunque abbastanza contenuti, chiedo se per caso ci sono cattolici nel gruppo, così, preventivamente.
L'attrazione finisce abbastanza presto e si continua il giro. L'ignoranza comincia a sfondare i livelli di guardia quando ci si fa le foto assieme al cartonato di Lara Croft, con tanto di smorfie allupate e toccaggio di tette. I miei 4 compagni si fanno poi un giro sulla torre, per precipitare a caduta libera da 50 metri d'altezza. Ci facciamo le foto accanto le riproduzioni delle grandi auto del cinema: la Blues Mobile, la Ford di Robocop, la Dodge Charger di Hazzard. I primi episodi di ignoranza brutale si ottengono al MAGMA2: in pratica un tizio guida un fuoristrada gigantesco con a bordo 40 persone, e simula devasto mentale durante un terremoto. La perdita di sinapsi è dovuta al fatto che i piloti hanno nomi da narcotraffico messicano tipo 'EL COMANDANTE' che quando li ho letti stavo già a applaudendo a braccia tese.
Erik è convinto: 'Oh muloni, la go fatta tante volte, bisogna metterse da drio, xe LA MEIO ROBA'.
Ci sediamo compatti sui cinque sedili di fondo.
Una quantità indefinibile di cavalli ci tremano sotto al culo.
Ruote del diametro di un metro sgommano sull'asfalto a dossi. Guadagnamo velocità, una curva, poi un'altra. Infine, una buca: il camion precipita verso il basso a causa del peso, io invece subisco la forza d'inerzia.
Sugar mi guarda con gli occhi fuori dalle orbite.
Tocco il cielo con un dito.
I BELIEVE I CAN FLY. 
 Nel mezzo di un volo interplanetario, riacquisto coscienza di me stesso e mi aggrappo alla barra di fronte a me, per ritornare con le chiappe sul sedile. Il giro prosegue tra scossoni, fiammate e schizzi talmente copiosi che fanno assumere un nuovo significato all'espressione 'pesce fuor d'acqua'. Mentre il pilota prosegue la sua corsa tra espressioni tipo 'NO TE PREOCUPES DOCTORITA, TODO VA A ESTAR BIEN', riempiamo le barre d'adrenalina e bestemmie. Durante l'acquaplanning su un lago, Salvo si infradicia fino alle mutande, con un'espressione del tipico folclore triestino, che spesso associa divinità e animali della vecchia fattoria. Il bimbo davanti pronuncia le sue prime parole di fronte a una madre sconvolta, io non so se urlare terrorizzato o tenermi la pancia dal ridere.
Finito il giro, entusiasti della cosa ma delusi dal fatto che non c'era la foto di gruppo, si va verso la giostra successiva: il TERMINATOR, il classico laser game a punti, dove sfido il mio chef e finisco puntualmente staccato di tremila punti. Non ho idea come cazzo faccia quella persona a non essere padrona del globo terracqueo: cucina, fa immersione, sa arti marziali, ha una discreta cultura, un'ottima intelligenza, a letto fa numeri da circo, ha una presenza fisica imponente e ha pure una stracazzo di mira formidabile. E' una specie di Mc Guiver, fuso a Gandalf, Super Mario, Grande Puffo e Rocco Siffredi. Io boh.
Giostra successiva: l ' U-571, giostra che simula un sottomarino in affondamento. Veniamo accolti in sala d'attesa da un tizio non troppo alto, con sguardo da folle, che ci accoglie con fortissimo accento hispanico. Non lo identifico, ma so che è sudamericano. I miei amici chiedono se si può fumare. Lui replica con 'AH, FUMARE EH, ERBA!!', e loro, 'Ma no, sigarette!', il tipo mi indica con un occhiolino e mi fa 'AH, TU FUMA HASHISH EH!!!', e tutti ridono. Non capisco perchè, se hai i capelli lunghi, vieni automaticamente additato come uno strafatto. Da quel momento in poi, ogni cinque minuti, lo vediamo sbucare da un angolo che mi indica le mani e fa 'AHA!!!' come a dire, ti ho beccato, drogato di merda!!. Salvo è in lacrime. 'Muli, sto matto xe fora come un caccia'. Il sottomarino ci lava completamente, e ci si accommiata con un 'AHA!' liberatorio.
Da qui in poi l'entusiasmo cresce e l'ignoranza si nasconde per la vergogna. Saliamo sul gioco acquatico dei tronchi che si tuffano in acqua, Ulci con una coppietta davanti e noialtri 4 dietro. Sono già zuppo prima che inizi il giro, perchè quel cazzone di Salvo non sa far altro che schizzare urlando 'AHAHHAAHHA PIOVE', davvero simpatico come una pulce tra le chiappe. Al momento della foto, l'idea geniale: 'RAGAZZI FATE COME SE VI FOSSE APPENA ARRIVATA LA PAGA'. Le espressioni sono indicibili, la foto spero che la uppino presto su fb. I passanti erano più impressionati della pellicola.
La giostra successiva è quella cazzo di barca gigante che fa su e giù, dove mi cago addosso per la continua sensazione di cadere. Di fronte a me, al capo opposto, ci sono delle bambine di sei e otto anni, tranquille come se stessero bevendo il tè, e le invidio tantissimo per il loro autocontrollo. Ho il terrore di tirare una vomitazza a proiettile, con tanto di forza centripeta ad amplificare il danno. Segue un'imitazione sopraelevata delle tazze, dove questa volta il vomito minaccia di spargersi a spirale sui passanti tutto attorno. Fortunatamente lo stomaco regge.
Si arriva al momento TRASH della giornata: il giro in motoscafo con DAVID HASSELHOFF, dove un pazzo scriteriato fa giri della morte in una piscinetta facendo finta di essere su KIT, la macchina di supercar. Anche qui, se mai abbiamo avuto un orifizio asciutto nella nostra vita, gli diciamo addio tra schizzi di spumante. Ci ripromettiamo di rifarlo successivamente, davvero troppo figo.
Ogni nostro percorso è intervallato da foto assieme alle comparse che ci hanno accolto all'inizio, travestite in vari modi: Marilyn Monroe mi ubriaca con degli occhi color turchese che ancora non dimentico, ma per decenza, dato che sarei l'ultimo dopo 4 foto, dico 'no poverina lasciamola andare', con il mio emisfero cerebrale destro che pesta a sangue il sinistro. Asterix quindi è il mio compagno di foto, e sono piuttosto fiero di rivaleggiare con lui in quanto a baffi; vera star dell'incontro è però Salvo, che dice 'bon ciò, mi fazzo Obelix!', e con un'epica foto schiena contro schiena, ci si saluta.
Si avvicina il pomeriggio, e dovrebbe esserci una specie di spettacolo western non meglio identificato: tutti vanno ad un chiosco per rifocillarsi e comprare dell'acqua. Ulci versa delle maschie lacrime di commozione quando, alla domanda 'quanto vengono i gelati?', si sente rispondere 'li vendiamo a peso'. Tutti prendono posto mentre resto indietro con Sugar, che decide in una volta di liberarsi di tutte le monetine da 1,2 e 5 centesimi. Passo a descrivere la scena, e vi prego di immaginarvi la faccia paonazza della cassiera.

'Allora Sugar, hai finito di pagare?'
'Eh sto facendo la conta, aspetta...57, 59, 64...'
'Seh, Tombola. Ma che cazzo te ne fai di tutto questo rame? Dove l'hai pescato?'
'Eh, avevo il nonno cercatore, sai, tempi lontani...'
'Ah, certo, perchè c'erano quelli fantasiosi nel Klondike che cercavano oro e invece tuo nonno cercava RAME..'
'ahahhaah sì esatto Fransis, ora però lasciami contare dai che perdo il conto... 89...'
'No, ma Sugar, parlamene! Sto tentando di immaginarmi la scena, i nostri nonni che si incontrano, 'Allora, quanto rame oggi?' 'Eh poco, caro nonno di Max, neanche si vede quasi'...'Eh nonno di Sugar, non parlarmene, io che invece cerco lo stagno oggi ho disintegrato la radio per squagliare i filamenti...'
'AHAHAHAHHAH DAI BASTA'
'Pensa, Sugar, mentre tu stai qui a contare sti centesimini della stramerda che potresti prenderli su con la carriola, la cassiera è qui che sta tentando di non ridere, e stanotte ai familiari racconterà, 'sapete, oggi due coglioni si sono fermati alla cassa e mi hanno pagato tutto in monetine di rame e hanno parlato dei nonni, e non ho capito un cazzo...'
'HAHAHAHA AHHAHAHA AHAHHA'

Dopo qualche minuto di delirio a crescere, ci abbeveriamo con delle economicissime acque da mezzo litro a due euro e cinquanta, e prendiamo posto per lo spettacolo western.
Gli attori prendono posto sul palco. Il mio Chef riconosce una brunetta con gli occhi verdi con cui si è fotografato prima,e mi afferra il braccio. Io ho un tuffo al cuore quando vedo la dama innamorata dello sceriffo, e ricambio la stretta.
Cazzo, è Marylin.
Credo di essermi innamorato.
 Lo spettacolo western è palesemente per giovanissimi, ma visto l'impegno che ci mettono gli attori, strappa più di un sorriso. Ulci non perde occasione di mettersi in mostra quando, all'ingresso di zorro, scoppia in una fragorosa risata che attira gli sguardi imbarazzati di metà platea. Fortunatamente io ed Erik siamo due panche più avanti.
Già, io ed Erik. Nell'universo parallelo delle uscite tra maschi, il resto del mondo non esiste. Ci si abbandona a commenti scurrili, parolacce, gesti esagerati, commenti su OGNI RAGAZZA POSSIBILE di QUALUNQUE ETA' POSSIBILE, anche quando non lo si pensa, così, giusto per non perdere il proprio status di cazzaroni. Però io e il mio chef siamo testimoni di qualcosa di diverso, nonosante il confine appaia sottile.
Io ed Erik (e credo, anche se si espone poco, pure Sugar) siamo affascinati dalla bellezza. Quando si guarda una ragazza bella (intendo bella nell'insieme, non che abbia delle tette di fuori o si vesta da zoccola: intendo proprio bel viso, bel corpo, sorrisone, portamento), semplicemente si sorride compiaciuti di questa realtà. Quando vediamo queste fanciulle sgambettare sul palco, agitando le gonne mentre fanno il can can, rimaniamo semplicemente rapiti da questo tipo di immagine. Ci si guarda con un'espressione ebete e complice, immaginando vite parallele, improbabili conquiste, matrimoni, viaggi di nozze e figli maschi. Anche se io non vedrò mai più Marylin, anche se tra un anno Erik non si ricorderà più il viso di Calamity Jean, entrambi ricorderemo sospirando il pomeriggio in cui, stronzi impenitenti, abbiamo visitato un parco divertimenti cinematografico e abbiamo visto queste persone, facendo foto assieme a loro, scherzando e facendoceli quasi amici.
Dopo lo spettacolo, ritorniamo tutti e cinque alla realtà. Il languore si fa sentire, quindi decidiamo di pernottare ad un ECONOMICISSIMO fast food del parco. Le vivande costano tre fette di culo e un polmone a testa, e nonostante non siano le leccornie che siamo abituati a cucinare al ristorante, riescono a saziarci (e comunque avevano delle confezioni fichissime).
Ora, il lettore medio potrà intervenire dicendo: 'ma quindi basta ignoranza? Le ragazze vi hanno instupiditi per sempre?'
IL CAZZO, basta ignoranza.
Perchè abbiamo dimenticato il fattore ULCI, che con la migliore espressione da titolare della 'RUBRICA DELL'AGRICOLTORE AGRICOLO', avvista la concentrazione di tutto ciò che non si dovrebbe dare in mano a qualcuno come lui:
IL TORO MECCANICO.
Ulci versa una seconda maschia lacrima quando vede il cartello '1 consumazione = 1 giro sul toro'. Urla: 'MULI OH VE PREGO FEMO COLLETTA'. Un istante dopo, un'imbarazzata addetta macchine si vede di fronte un energumeno alto 1, 85, con polpacci grossi quanto la marmitta di un suv che chiede: 'POSSO FARE UN GIRO???' con l'espressione di un cocainomane.
Sgomitando su una piattaforma gonfiabile e scagliando in aria bambini di otto anni che ci guardano atterriti, facciamo foto e video a un imbecille che solitamente porta piatti nella compostezza più austera, mentre adesso tenta di rimanere in sella a un bufalo meccanico grosso più di lui solo di qualche centimetro. La tecnica è scadente, la schiena una barra d'acciaio: basta qualche cambio di giro per farlo cadere.
'LA PREGO SIGNORINA, UN ALTRO GIRO' -'sì, sì'-
Ulci, dopo una resistenza leggermente più lunga, cade di nuovo. E' la volta di Erik. Infine, di Sugar, unico di noi a rimanere in sella dall'inizio alla fine. Salvo è impossibilitato a salire perchè il toro è più piccolo di lui. Il mio giro l'ha usato Ulci. Decidiamo di proseguire.
Si torna davanti al Kitt Superjet, l'attrazione sul motoscafo. Ci piazziamo con tutta la calma del mondo dietro alla folla, attendiamo che passi, per occupare i PRIMISSIMI POSTI, prenotando già il braccialetto con il video. I posti in prima fila andranno ad Erik e Salvo, mentre i quattro posti dietro sono di Sugar, Ulci, il sottoscritto e...MOBY DICK.
Accanto a me si siede una figura femminile TERRIFICANTE. Sgraziata, enorme, pallidissima, capelli cortissimi e strappati in più punti, sudata, fiatella da esplosione chimica e voce incomprensibile. Ammutolisco e il mio sguardo si perde nel vuoto.
'SHAI CON QUEHSHSTA FANNO VENFI VOLFE CHE SHALGO FUL MOTOSFHCAFO AHAHAAH'
L'alito della butrona mi investe. La circolazione attorno alle mucose olfattive si interrompe come meccanismo di difesa ancestrale. Le pupille si restringono. Lo stomaco esplode, ma l'orifizio del cardias regge l'urto blindandosi. Perdo il settantaquattro percento delle mie facoltà sensoriali in pochi secondi. Una necrosi parziale investe il mio ipotalamo. Gesù prende ferie per le Maldive mentre il suo telefono squilla incessantemente.
Arriva il nostro turno mentre io sono ridotto a un feticcio vudù. Il galleggiante per transatlantici sgomita, ci passa davanti e occupa il primo posto sul motoscafo. In cinque blocchiamo la fila e la fulminiamo con lo sguardo. A prendere la parola è il nostro inaffondabile Maitre.
'Signora, le chiedo scusa, ma c'eravamo prima noi.'
L' Hummer in forma umana batte due volte con una mano il seggiolino accanto, come a dire, 'POTETE SEMPRE SEDERVI VICINO A ME.'
Ulci è inflessibile. Ringrazio il cielo che all'interno del nostro party ci sia un tank. 'Signora, ci siamo messi davanti apposta per il video.'
Con sguardo contrito, la balena si alza, prende posto dietro, Ulci si siede accanto, e fa da scudo ai suoi odori a Sugar e me. Lo spettacolo comincia. Le acrobazie sono migliori del giro prima. Il film, corredato da smorfie e gesti equivoci vari, è spettacoloso. Mentre usciamo al rallentatore che dietro esplode tutto, un titolo in sovrimpressione recita ' RISTORANTE LE SCUDERIE 1 - CAPO URUK HAI 0.'
Dopo un altro giro sui tronchi, facciamo tappa al Tomb Raider (la giostra dove una fila di seggiolini viene sbalzata e roteata con conseguente malessere). L'addetto alla giostra ci sorride, è la terza volta che ci parliamo e ormai ci si conosce.
Veniamo legati ai seggiolini, la giostra si avvia.
Sono i momenti più terrificanti della mia vita.
Tutto il Pantheon cristiano, quello egizio, il greco e il norreno vengono evocati. Santi di ogni credo e superstizione compiono un'epica battaglia con mucche, maiali, polli, buoi, orsi. Ogni razza canina fa il suo ingresso nella mia mente ed esce dalla mia bocca. Il resto dello staff delle 'Scuderie' si pente di non avere un registratore. Voglio licenziarmi, uscire da quel posto e non tornare mai più. Voglio raggiungere il creatore e pestarlo a sangue. Voglio tornare nell'utero materno. Ovunque, cazzo, ma NON LI'.
Dopodichè, così com'è iniziato, il giro finisce. Mi si trasporta, con la gente in lacrime e coi crampi dal ridere, fuori dalla giostra. Il mio colorito è paragonabile al gorgonzola, nel senso che sono bianco con pesanti sfumature verdi. La gente è convintissima: 'facciamo un altro giro?', dice Salvo. 'Le vostre mamme fanno tutte lo stesso mestiere', replico.
E' la volta dello spettacolo Illusionist. Viene rievocata la trama di The Prestige, con tanto di Tesla a fare da narratore (dovete sapere che io amo Tesla); c'è il mago, c'è l'assistente (ciao Marylin, ti ricordi di me?), ci sono le ballerine con tanto di abbigliamento burlesque.
Improvvisamente, il mio cervello si riattiva. Durante lo spettacolo vengono attivate bobine di Tesla che fanno passare potentissime scariche elettriche attraverso gabbie di Faraday. Fenomeni fisici e gambe toniche si mischiano nella mia mente, con l'emisfero destro e il sinistro che si abbracciano commossi di fronte a così tanti stimoli. Lo spettacolo finisce, io guardo Marylin uscire dal palco, Erik osserva commosso Calamity che saluta il pubblico. Lui, inebetito e con un sorriso da fanciullo, risponde lentamente con un cenno della mano. Lo prendo sottobraccio e lo porto fuori, per l'ultimo spettacolo della serata: la SIMULAZIONE STUNT CON RAMBO.
Ero convinto che la giornata fosse arrivata al suo culmine, che non avremmo potuto chiedere di meglio, che ogni evento degno di nota ormai ci fosse passato davanti.
Poche volte mi sono sbagliato in modo così grossolano.
 Devastati, fradici, stanchi e con lo stomaco indeciso se essere vuoto o in astinenza, ci si dirige in massa verso lo spettacolo di Rambo. Il buon Erik dice, 'eh sai, una volta c'era la vera controfigura di stallone, oggi chissà chi hanno messo...'
Saliamo le scalette che portano dentro lo spiazzo, organizzato a gradoni tipo teatro romano. Una comparsa in fucile e mimetica soffre in silenzio per il caldo torrido, mentre le sue ascelle organizzano sommosse. Mi punta il fucile addosso. 'TU!! TI RICONOSCO!!! HAI LASCIATO MORIRE TUTTI I TUOI FRATELLI!!! COME SI CHIAMANO, LI'... LE TARTARUGHE NINJA!!!'
Entro crollando tra gli spasmi del ridere. Come cazzo se le inventano ste vaccate.
Ovviamente, giacchè l'ignoranza è di casa, ci si mette TUTTI E CINQUE in primissima fila, sul gradone più basso. Comincia la recita, con tanto di moto d'acqua, esplosioni, fiammate, stunt con la corda e simili. Nei film ste acrobazie sembrano stronzate, che grazie al montaggio vengono rese spettacolari, ma vederle fare dal vivo ti mette abbastanza più strizza. Viene presa gente dal pubblico, presentati vari protagonisti, e infine un Rambo muscoloso ma più basso di me fa il suo ingresso in scena. Lo vediamo tirare cazzotti, pistolettare la gente, tirare soldati in acqua, insomma, si lascia guardare sto spettacolo no?, e poi, il mio chef attira la mia attenzione.

'Che c'è?'
'Fransis, ti sei reso conto di chi è Rambo?'
'In che senso?' stringo gli occhi per vedere meglio.

Cristo.

E' l'addetto alla giostra U 571.
Il tipo che mi ha accusato di essere uno strafatto.
Quello di AHA.

Sbarro gli occhi e niente è più come prima.
L'informazione viene passata a tutti i membri della ciurma, che cominciano a ridere come folli mentre sto cazzone di hispanico compie le acrobazie più assurde. Lo vediamo correre in motocicletta, lanciarsi in scioltezza da altezze siderali, compiere capriole e via dicendo. Non è più uno stuntman o una controfigura. E' il mio eroe. Devo trovare il modo di salutarlo, di fargli capire che sono lì a fare il tifo per lui, ma sono immobile ed estasiato di fronte all'assurdità del momento.
Lentamente, la trama si svolge, lo spettacolo finisce, e tutti gli attori e gli stuntman vengono presentati, assieme ad un esperto di moto d'acqua che si tuffa, viene investito dalla sua stessa moto e riemerge aggrappandosi dietro essa. Gli spettatori applaudono, le comparse si inchinano.
Continuo a guardare Rambo. i nostri occhi si incrociano, il suo volto si illumina.
Sorride.
'AHA!!'
Gli altri attori si girano verso di lui, seguono il suo sguardo e si accorgono di noi. Sugar mi abbraccia, Salvo e Ulci ridono, Erik sorride compiaciuto, io sono semplicemente incredulo. Ma dai, cazzo, Rambo mi ha riconosciuto. Non sono uno spettatore qualunque, sono diventato il cazzone di cui adesso il parco si ricorderà per sempre. Siamo la comunità di desperados più ignorante che esista, il nostro stendardo è il neurone che beve una birra, l'infradito è la nostra arma più potente. Facciamo per uscire, ma Rambo ci ferma con un cenno della mano. Credo che voglia che lo vada a salutare, faccio per avvicinarmi ma indica il centro del lago.
Lo stuntman sulla moto d'acqua romba deciso verso riva.
Sterza all'ultimo istante.
Una colonna d'acqua alta tre metri ci INVESTE COMPLETAMENTE.
Il caldo torrido scompare, la fatica si annulla, l'euforia dilaga. Mi giro verso Rambo, che sta ancora guardando al centro del lago roteando il braccio sopra di sè. Riguardo la moto d'acqua giusto in tempo per venire investito da un secondo tsunami. Un terzo, un quarto. Il parco ci sta salutando nel modo migliore possibile, con tanto di giro d'onore e una collezione delle malattie infettive più devastanti che ci siano, dato che quell'acqua probabilmente non viene cambiata dal secondo dopoguerra. Ma non ce ne frega un cazzo.
Completamente zuppi dalla testa ai piedi, ci avviciniamo a Rambo. Veniamo a scoprire che è Colombiano. Ecco perchè si intende di spacciatori, l'animale. Ci facciamo foto di gruppo, foto singole, foto in cui mi indica a bocca spalancata come a gridare il suo urlo di guerra. La scena rasenta il ridicolo così tanto che sono quasi imbarazzato ad esserne il protagonista. Però che onore cazzo, in barba a tutti quelli che mi hanno sempre detto di abbassare i baffi e tagliare i capelli.
Bagnati fradici, torniamo verso l'uscita. I miei compari vanno a salutare il titolare del Tomb Raider, che ormai figurerà negli album di famiglia di Salvo, quelli da mostrare ai nipotini. Mi dicono che durante l'ultima volta ha fatto fare a tutti loro tipo tre giri di seguito senza mai fermarsi. Sta gente è proprio ansiosa di sputare il pancreas, eh!
Subito dopo, è la volta di Salvo, che insiste per farsi fotografare assieme alla Dodge Charger di Hazzard, che è a suo dire 'la macchina dei suoi sogni'. Ulci, riguardando le foto in seguito, commenterà dicendo 'Salvo, tu non riuscirai mai a toglierti la macchia terrona che ti porti addosso'.
Prima di uscire, viene allestito un ultimo spettacolo, in cui i soliti noti impersonano figure leggendarie del cinema in bianco e nero. Io ed Erik, sfiniti e sorridenti, vediamo Marylin e Calamity sgambettare per noi un ultima volta. Siamo con la testa appoggiata l'uno all'altro, persi di fronte a questo spettacolo. Ci giriamo col cuore gonfio di speranze e fantasie. Gli dico, 'Chef, noi siamo fatti per sognare.'
E lui mi osserva con uno sguardo d'intesa in cui mi dice di aver capito OGNI COSA io volessi dirgli con quelle sei parole. Siamo poeti maledetti, orgogliosi maschi beta, capitani senza vascello, cuori sensibili con sotto attaccato un cazzo gigantesco. Persone che hanno abbastanza sangue in corpo da far funzionare sia cervello che genitali, contemporaneamente, per fare il tifo più rumoroso che esista quando passa una bella ragazza. Non volevo venire a questa gita perchè avevo sonno, dico a me stesso ripensando al capitolo 1. E invece guarda che meraviglia.
Prima di uscire, TUTTI gli attori sono lì per noi. Tutti. Marylin, Calamity, il mago, Tesla, Asterix, i cowboy e Doc di ritorno al futuro. Ci stanno applaudendo. APPLAUDONO PER NOI, e siamo FELICI di questa vaccata nonostante probabilmente la facciano ad ogni cazzo di uscita per ogni cazzo di persona. Noi siamo convinti che il gestore della casa dell'orrore, Rambo, il tipo del Tomb Raider, la commessa dei gelati e tutti gli altri si ricorderanno di noi per MESI. Racconteranno le nostre gesta tra di loro come sto facendo io qui, per rendere onore a un parco divertimenti sottovalutato a schifo solo perchè vicino c'è Gardaland. Saluto Tesla, 'Comunque ti adoro.' 'hai i baffi uguali a lui', risponde. Questa giornata non poteva essere più indimenticabile.
Il viaggio di ritorno è lungo e stancante. Salvo si sobbarca il compito di riportare le chiappe a casa. Uno dopo l'altro crolliamo dal sonno, per essere immortalati dallo chef che invece confabula con l'autista per tenerlo sveglio. La pelle brucia, il sonno galoppa, io domani dormirò mentre questi imbecilli dovranno aprire il locale. Alle dieci della sera, ognuno è a casa, io riguardo le foto contenute nel mio cellulare, sorrido felice come una pasqua con un altro gozzilione di aneddoti da raccontare al prossimo, e mi lancio sul letto. Cado tra le braccia di Morfeo prima che la mia testa tocchi il cuscino.
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E QUESTA, signori, è stata la mia avventura al Movieland. Ringrazierei ad uno ad uno tutti i gestori del parco, le comparse, gli attori, e tutte le persone che hanno provveduto a rendere un lunedì come tanti qualcosa di indimenticabile. Scrivo perchè mi piace pensare che un giorno troverò uno di loro, che troverò il modo di fargli leggere tutto questo, che sparga la voce e che ci si trovi tutti assieme. Magari un giorno prenderò il matè assieme a Rambo, magari il mio Chef darà appuntamento a Calamity, magari Sugar troverà il rame, Salvo farà la comparsa come Obelix e Ulci riuscirà a domare il suo toro.
Nulla di questo importa. Conta solamente il ferro di cavallo delle SCUDERIE, che ha battuto il terreno veronese con fierezza lasciando la sua impronta nei secoli.
Il bello di avere un cervello sopra la media è che c'è più gusto ad essere ignoranti.
Al diavolo la routine, noi siamo fatti per sognare.

ok godetevi il racconto e ridete come matti!!
qui sotto vi posto il link al suo canale youtube dov fa dei gamepaly meravigliosi
Berrofronzo: https://www.youtube.com/channel/UCSq0c-LD232Q37qD1qjwQ4A

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