Ciao
a tutti. come state?
Oggi vorrei parlare e dare
il mio parere sul Ciclo dell'Eredità di Christopher Paolini
Trama:
L'intero
ciclo narra le avventure di Eragon, che diventato Cavaliere del Drago dovrà
sconfiggere il tiranno che domina l'Alagaësia, Galbatorix.
Personaggi:
Eragon:
ci viene presentato con un ragazzino di campagna che con suo zio e il cugino
lavorano nella loro fattoria. Solo quando trova una strana pietra azzurra, la sua
vita cambierà completamente. Questa pietra si rivela un uovo di Drago, che lo
porterà a dover crescere in fretta e a prendersi cura di lui e con lui
crescere.
Saphira:
drago di Eragon con un carattere spigliato e divertente.
Roran: cugino di Eragon, avrà una storyline che correrà parallela a quella del cugino dal secondo libro in poi.
Roran: cugino di Eragon, avrà una storyline che correrà parallela a quella del cugino dal secondo libro in poi.
Garrow:
zio di Eragon e padre di Roran.
Arya:
principessa elfa bella, potente e intelligente che Eragon salva dalle prigioni
del castello di Gil'ead dove era torturata dallo spettro Durza, servo di
Galbatorix, di cui Eragon s'innamorerà.
Murtagh:
figlio di Morzan il primo e più potente dei Rinnegati.
Nasuada:
è la figlia di Ajihad, il capo dei Varden, un gruppo di ribelli che si è opposto
all'Impero di re Galbatorix e lo combatte.
Brom:
vecchio cantastorie del villaggio di Eragon. Diventerà il suo primo maestro nel
corso del viaggio di Eragon per trovare i ra'zac.
Castigo:
drago di Murtagh, il cui uovo si è schiuso solo dopo il rapimento del ragazzo.
Galbatorix:
imperatore malvagio di Alagaesia.
Angela:
misteriosa erborista che collabora con i Varden
Oromis:
ultimo Cavaliere della vecchia generazione sopravvissuto e maestro di Eragon e
Saphira.
Gleadr:
drago di Oromis
Note
sull'autore:
Christopher
Paolini quando ha scritto il primo libro era poco più di un adolescente e
leggendo il primo libro si vede un ragazzo molto giovane che scrive. Già nel
secondo romanzo si nota una certa crescita sia stilistica che personale. Nel
terzo romanzo, uscito tre anni dopo, si nota ancora di più e così via
nell'ultimo volume. La crescita sia stilistica che personale è come se fosse
stata parallela alla crescita personale del personaggio principale, Eragon.
Considerazioni sul primo libro:
Stilisticamente
il primo volume dei romanzi sembra quasi "infantile", ma presenta
bene il contesto in cui si svolge l'intera storia. Eragon è ancora un ragazzino
giovane che lavora nella fattoria con suo zio Garrow e Roram, suo cugino.
L'arte di cacciatore in quei luoghi era molto preziosa perché dava la
possibilità di mangiare la carne, molto cara nel paesino di Carvahall nella valle
di Palancar.
Le
vicende si svolgono in maniera fluida, ma alcune volte confusa. Tutte le
avventure sono volte a salvare la vita ad Arya e a trovare i Varden. I Varden
sono l'unione di tutti quelli che si oppongono attivamente al potere di
Galbatorix. Gli intrighi e le lotte al suo interno saranno una dura sfida per
Eragon, poiché Cavigliere del Drago avrà poteri decisionali non comuni per un
ragazzo giovane, le disavventure lo porteranno a dover crescere rapidamente. Il
primo volume si conclude con la vittoria temporanea dei Varden, che costò la
morte del Capo dei Varden; la partenza di Eragon e Saphira per andare dagli
elfi per studiare l'arte della magia, del combattimento fondamentale per un
Cavagliere.
Considerazioni sul secondo libro:
Nel
secondo volume le cose cominciano a farsi difficoltose e la tarma comincia a
infittirsi. Qui troviamo un Eragon impegnato nella formazione con i suoi
maestri, Oromis e Greadr gli unici sopravvissuti alla strage compiuta da
Galbatorix e gli unici con la conoscenza necessaria a segnare a un nuovo
Cavagliere dei Draghi. Dalle fatiche dell'addestramento non è esente Saphira
che impara l'arte del volo e del combattimento in volo. Ad Ellesmera, capitale
del regno degli elfi, lo accompagnano Arya, e Orik(rappresentante dei Nani). Intento
Roran deve fare i conti con i danni che i ra'zac hanno fatto al villaggio. Questo
secondo libro diviene sempre più interessante perché cominciano a intersecarsi
la prospettiva di Roran che compierà un'impresa titanica per salvare il
villaggio da morte certa. In questo volume si comincia ad immedesimarsi nei
personaggi, ad immaginali durante l'azione e i viaggi da compiere. Piccola curiosità
molto diversa dal solito, Roran per combattere sceglie un martello e non la
spada.
Considerazioni sul terzo libro:
Il
terzo volume è quello che più preferisco dei quattro, pieno di azione di scelte
difficili dall'introduzione del punto di vista di Nasuada, divenuta capo dei
Varden al posto del padre ucciso, lo rende il migliore dei 4. L'introduzione del
punto di vista di Nasuada fa percepire al lettore la situazione difficile in
cui si sta vivendo. Nuovi elementi della famiglia di Eranog sono svelati. La parte
che più amo di questo libro è quando il fabbro degli elfi gli forgia la sua
spada che chiamerà "Brisigher", spada che riflette i colori del suo
drago. Si scopre inoltre che i draghi non sono estinti come si pensava.
Considerazioni sul quarto libro:
Ed
ecco arrivare ai punti dolenti. In questo volume tutte le storie vanno a
concludersi in qualche modo e tutto si concentra sulla preparazione della battaglia
finale. Battaglia finale che rimane in sordina e resta anonima, ma la cosa che
più mi ha fatto incavolare è stata il duello finale tra Eragon e Galbatorix,
troppo semplice, troppo scontato. Galbatorix non può essere ucciso da una cosa
così semplice. Altro tasto dolente sono le ultime 100 pagine del libro, si perché
il libro non finisce con la sconfitta di Galbatorix, ma continua con le paranoie
infinite di e Eragon e i giochi di potere del dopo Galbatorix. Uno dei pezzi
che più ho amato sono le ultime frasi dell'ultima pagina, il mio essere
masochista mi porta ad amare quel pezzettino (non provate a leggere solo quello
si soffre solo se si sanno i trascorsi).
Considerazioni personali:
Sono
tante le cose che vorrei dire , ma ho fatto una selezione delle cose che penso.
Punto
primo il tema dell'amore che smuove le montagne, si perché in questi libri
spessissimo è l'amore che porta i personaggi a reagire alle situazioni anche
più difficili. Tra le coppie che più amo c'è quella di Eragon e Arya perché si
sviluppa e cresce con l'andare della storia. Tu tifi per loro soffri con loro.
Altro
tema molto presente è il sacrificio, moltissime volte per uscire da una
situazione difficile alcuni hanno deciso di sacrificarsi e donare la propria
vita per far si che si continuasse per quella strada che per quanto difficile è
quella giusta.
La
cosa che più mi è piaciuta in questi libri è il rapporto che Eragon ha con
Saphira. Il rapporto che il Cavaliere ha con il suo Drago, un amore profondo,
intenso, intimo. Cavaliere e drago comunicano attraverso la mente e così
condividono i sentimenti, le sensazioni e le parole. Possono fondersi come
unica cosa, unica mente legate da un filo indistruttibile. Infatti se il Cavaliere
muore il drago impazzisce fino a lasciarsi morire, il cavaliere può
sopravvivere alla perdita del suo drago, ma è una perdita che mai riuscirà a
superare e dimenticare. Questo rapporto sarà l'unica certezza che Eragon saprà
di non perdere mai.
Ed
ultima cosa il tasto dolente dell'intero ciclo: per 3 libri e mezzo Galbatorix
non si vede, né si sente parlare mai, è solo il nemico inarrivabile da sconfiggere,
il lettore ha bisogno di "vedere" (cioè immaginare fisicamente il
personaggio, immaginarlo nei suoi movimenti, immaginare il tono e il timbro
della sua voce) questo ci viene negato ed è irritante. Finalmente quando si
arriva allo scontro ci si trova davanti qualcuno che non è come lo si
immaginava e rimani delusa quanto spiazzata.
Trasposizione cinematografica:
Un
paragrafo a parte io voglio farlo per la trasposizione cinematografica, una
sola è la parola che la può descrivere: TERRIFICANTE.
A parte
il fatto che tralascia dei pezzi molto importanti, ha dei buchi di trama
pesantissimi ed è noioso. Penso basti questo a renderlo già brutto di suo, poi
se ci metti che i personaggi non sono minimamente come te li sei immaginati
(ricordo l'importanza della correlazione tra personaggio immaginato e personaggio
che hai davanti agli occhi). Ci si mette pure il doppiaggio di persone incapaci
a trasmettere le emozioni con il solo tono della voce. L'unica cosa
"positiva" è stata il Drago fatto ai limiti del decente, ma comunque
accettabile.
Conclusioni:
Nonostante
tutto quello che di positivo o negativo possa aver scritto consiglio la lettura
di questi libri perché sono un prodotto di qualità.
Un
bacio
Black